Come confessare un tradimento

Credo di stare migliorando piano piano. La rincorsa verso l’olimpo dell’animazione continua al galoppo!

Sviluppi futuri

Migliorare la sincronizzazione tra i dialoghi e i movimenti della bocca dei personaggi. E’ solo da questo video che mi sono reso conto di quanto distrugga il livello di attenzione il fatto che ci sia una pausa nel parlato mentre invece la bocca si muove, e viceversa.

Evitare di essere così pirla da scordarmi di registrare intere frasi durante le sessioni di registrazione voce. Quel “l’importante è che adesso siamo stati onesti l’uno con l’altra” ho dovuto aggiungerlo all’ultimo momento a voce fredda, e si sente che non c’azzecca una mazza.

Mi servono altre voci, soprattutto femminili. Persino McFarlane che è un mostro ne fa principalmente “solo” 4 nei Griffin: Peter, Stewie, Brian e Quagmire. Io continuando ad allenarmi potrei arrivare a 4 lo stesso, seppure lontano anni luce da quei livelli di qualità.

Per ora ho Trudi (punta di diamante, come faccio la troietta io non la fa nessuno) e Ponzio (riesce piuttosto bene, voglio nasalizzarla di più però). Poi avrei in arsenale la voce di Berlusconi, che a una certa potrei riciclare per un nuovo carattere in questa serie. Una quarta potrebbe uscirci con la mia voce reale (magari un po’ ripulita e timbrata).

Intanto inizio a guardarmi intorno. L’ideale sarebbero doppiatori e doppiatrici con voci belle (per la sua ad esempio ho una venerazione), che però non ci tengano minimamente a mantenere un briciolo di dignità.

PS: questo è il canale, per chi volesse iscriversi.

A cosa serve la politica?

a-cosa-serve-la-politicaQualche tempo fa ho letto un libro veramente interessante scritto da Piero Angela, un anziano signore della televisione italiana, le cui idee dovremmo tenere in buona considerazione ancora oggi.

Il libro ha come titolo, molto appropriatamente, una domanda: A cosa serve la politica? e spiega, nel caratteristico modo semplice ed efficace con cui Angela ha avuto tanto successo con Quark, un concetto tanto semplice quanto importante: oggi si dà troppa attenzione alla politica.

Pensateci: i telegiornali aprono tutti, quasi sempre, con notizie di politica. Il presidente del consiglio ha detto questo, l’opposizione ha protestato contro quest’altro. Si sta discutendo questa e quest’altra legge. Idem su giornali stampati e online: le prime pagine sono quasi perennemente dedicate alla politica.

In generale, la gente si aspetta che la politica sia la soluzione di ogni male: tutti aspettano che siano i politici a salvare il paese, a farci uscire dalle crisi, e se non lo fanno (il che succede molto spesso, specie in paesi dove molti politici sono corrotti o incompetenti, come oggi in Italia) tutti si incazzano e gli danno addosso.

Ebbene, con una semplicità e una chiarezza disarmante, Piero Angela spiega come questo approccio sia una enorme fesseria.

Il motivo è che i politici, in effetti, sono dei semplici spostatori di risorse. Al di là dei loro demeriti (spesso tanti), il punto è che non è proprio il loro compito salvarci.

Che tipo di lavoro fanno principalmente i politici? I politici decidono se i soldi delle tasse devono andare all’università piuttosto che al turismo, o all’agricoltura. Decidono come gestire le opere d’arte create da qualche genio, per esempio quanto devono pagare i turisti per vedere un quadro famoso, e in quale museo deve essere esposto nei mesi estivi.

Il lavoro del politico è spostare risorse che già esistono. E mentre tutti gli tengono il faro puntato addosso, aspettandosi risultati miracolosi che quasi mai arrivano, viene ingiustamente data poca attenzione a chi le risorse le ha prodotte!

Chi sono costoro? I produttori di risorse sono gli scienziati, i ricercatori, gli innovatori, gli intellettuali, gli artisti. Sono loro il vero motore di un paese, loro creano un enorme valore per la società, e fanno un lavoro di importanza assai superiore a quello dei politici.

Gli scienziati, ad esempio, sono tra i primi responsabili dello sviluppo di una nazione, ed è proprio di sviluppo che c’è bisogno per risolvere i problemi (in contrapposizione alla solita fesseria di “crescita” che i politici continuano scioccamente a ripetere essere necessaria).

Il messaggio principale di A cosa serve la politica? è che il faro dell’attenzione, dei media e dei cittadini, va riposizionato. Non si può continuare a lasciare in ombra i talenti, e continuare invece a tenere sotto i riflettori orde di politici, che principalmente diffondono chiacchiere sterili e ripetitive, anno dopo anno.

Un fatto interessante di pochi giorni fa.

Secondo quanto ho letto su un giornale online -il Fatto- Piero Angela è stato ospite in un talk show politico in cui, interrogato dal conduttore a proposito dei soliti temi politici stra-fritti, ha mostrato una certa insofferenza e ha detto “ma perché non parliamo invece di Singapore?”.

Angela alludeva a questo piccolissimo stato che, seppur non avendo niente in confronto all’Italia in termini di storia, risorse naturali e artistiche, è riuscito ad attrarre menti brillanti da tutto il mondo (i “produttori di risorse”) e sta vivendo un boom incredibile, in particolare nel settore delle biotecnologie.

In effetti, la domanda è sensatissima. Perché i media nostrani non considerano il caso di Singapore degno di essere discusso in apertura di telegiornale? Non c’è mica una legge che dice che la politica debba sempre essere la prima notizia.

Certo, certo. Bisogna monitorare cosa fanno i politici. Soprattutto, bisogna ricordarsi che sono dipendenti dei cittadini, pagati per fare un lavoro di gestione. Ed è giusto che i cittadini, in quanto datori di lavoro dei politici, si arrabbino quando questi ultimi fanno disastri.

Ma bisogna decisamente cambiare mentalità e iniziare a concepire telegiornali, giornali, show, libri, in cui si smetta di dare così tanto spazio alle loro chiacchiere, e si discuta invece, ad esempio, il lavoro che stanno facendo i ricercatori in un laboratorio di Frascati,  in cui vengano diffusi dati sui flussi turistici in Sicilia, in cui ci mostrino che tipo di lavoro fanno gli ingegneri alla Micron di Avezzano (anziché chiamarla in causa solo quando sta chiudendo o delocalizzando).

Si può dare maggiore spazio a reportage informativi, parlare di cose utili, e si può soprattutto spostare la luce sul vero motore di cambiamento del paese: scienziati, inventori, artisti e “produttori” tutti. Facciamolo prima che sia troppo tardi.


Note:

Relativi: Che cos’è il “sistema”?, Come ho trovato la libertà

San Juan a Barcellona

Impressionante questa festa di San Juan (una celebrazione del solstizio d’estate se ho ben capito), che tra l’altro ho scoperto viene celebrato in diversi paesi, mentre in Italia no. Questo è stanotte a Barceloneta: una marea umana ininterrotta per chilometri di spiaggia, fuochi d’artificio tutta la notte, gente che faceva il bagno nell’acqua fredda, mojito come se piovessero, balli. Simili per molti versi gli italiani e gli spagnoli ma bisogna ammetterlo: a festeggià so piu bravi loro.

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Healthy foods: moth beans

moth-beansI found these little beans yesterday in an ethnic shop. I’ve never eaten these before, they’re called moth beans and they come from India. Moth beans look pretty much like mungo beans, but they are brownier and smaller. As many other legumes, they are very nutritious and particularly rich in proteins. I am turning these into sprouts, they’re soaking now!

Varie ed eventuali

2 a 1 all’Inghilterra. Il fatto che i nomi dei giocatori di mezza nazionale italiana mi fossero completamente sconosciuti è la prova definitiva del mio ormai radicato disinteresse per il calcio. Bella partita ieri, ma l’Italia mi pare deboluccia questa volta. Ciò non toglie la possibilità che con una serie di botte di culo possa arrivare fino in fondo, anzi, dico che andrà proprio così.

Ci sono interessanti differenze tra Roma e Barcellona, e forse ci farò un post sopra. A Barcellona la gente mi sembra mediamente più amichevole, sorridente e felice. Però mi sembra pure che ci siano parecchi ladri qua e là: a me per esempio hanno rubato una bicicletta (posata davanti alla vetrina della banca mentre ritiravo contante, con annesso inseguimento -fallito- del mariuolo che pedalava velocissimo). E in metro ho assistito almeno 2-3 volte (che in proporzione al tempo che passo a Barcellona è un bel numero) a tentati furti in metro. Di questi furti in metro però mi è piaciuto il contrasto tra le forze del male (gli stronzi che rubano) e le forze del bene. Le forze del bene sarebbero quelli che quando vedono che stanno rubando a qualcun altro gridano, avvisano chi sta per essere scippato e indicano i ladri. Ieri per esempio un’amica autoctona si è accorta di un furto mentre camminavamo (io come sempre non m’ero accorto di nulla): ha gridato immediatamente e ha fatto allontanare un ragazzo che con una faccia di bronzo stava per tirare fuori il portafogli dalla borsa di una turista. Mi piace questo spirito di difendersi l’uno con l’altro!

Stanotte ha fatto un temporale rumorosissimo: tuoni, pioggia a dirotto. Mi ha praticamente tenuto sveglio. E mentre ero lì sul letto mi chiedevo come sarebbe il mondo se le percentuali tempo sereno – tempo brutto fossero invertite. Cioè se sulla Terra la quasi totalità del tempo ci fosse un violento temporale, e poi di tanto in tanto, ogni tot giorni uscisse il sole. Atmosfera curiosa, e decisamente umida.

Ho mangiato in un ristorante giapponese l’altro giorno e, come sempre in questi posti per me ad alto fattore di rischio, ho optato per qualcosa che sembrava sicuro: quella che credevo una tartina di riso con tonno e avogado. Il piatto che si è presentato mi ha lasciato un po’ contrariato, visto che il tonno era tutto in pezzetti e CRUDO (il che me lo potevo pure aspettare). Ho comunque deciso di mangiare lo stesso, in effetti il sapore non era male. Il problema è che poi mi sono accorto che tra i pezzi di tonno avevo mandato giù una bella dose di caviale. E quello si che mi fa vomitare. Non potevate scrivercelo sul menù che ci stavano uova di pesce eh? Blea.

E ora che penso al pesce e al Giappone, chissà in che stato starà Fukushima? Ci sarà ancora il nulla e la non-vita intorno? Da brividi pensarci. Quelle uova che ho mandato giù sarebbero diventate pesci a tre occhi?