La frutta non sa più di niente!

La frutta non sa più di niente. Le banane, se banane si possono chiamare quelle cose sbiadite e perennemente poco mature che si trovano nel 90% dei casi nei supermercati, non sono nemmeno lontanamente dolci come erano fino a qualche tempo fa. I meloni sanno di medicinali, me ne accorgo solo io? Cos’è, li concimano con la tachipirina? Le mele in molti casi sembrano delle patate e sanno di patate. Per non parlare poi dei cocomeri (chi mi conosce bene sa del mio amore per i cocomeri): i vecchi, dolci cocomeri “normali” con i semi di una volta, cominciano anche qui in Italia a lasciare il posto a questi cosi senza semi che non si è capito se sono ogm, ibridi di un qualche tipo, o transgender. A me questa frutta senza semi, oltre al cocomero anche l’uva per esempio, fa veramente impressione. Anche la frutta biologica a volte è a malapena migliore: la roba Bio del carrefour per esempio non me la conta mica giusta. Come fanno quelle mele bio ad avere tutte, sempre, lo stesso sapore, lo stesso grado di dolcezza? Non è proprio una caratteristica del “vero” cibo quello di presentarsi sempre con un sapore un pochino diverso, una volta più dolce, o una volta più duro, o una volta più colorato?

Ahò, datevi una ravveduta che sennò piglio e mi metto a fare l’agricoltore (il che mi piacerebbe molto se abitassi stabilmente in una casa con un terreno intorno)!

Grillo vs Renzi

Sul blog di Beppe Grillo oggi un nuovo attacco a Renzi. Grillo è intelligente, e mi è decisamente chiaro perché si concentra su questo bersaglio: sa che Renzi sarà il suo principale avversario alle prossime elezioni, quindi ha iniziato le ostilità subito. Con Berlusconi fuori gioco, il rischio è che la gente disinformata / abbindolabile voti in massa questo “volto nuovo” (in realtà più vecchio di mio nonno). Buona strategia Grillo, furba. Speriamo che funzioni, perché io Renzi a capo del governo coi suoi giacchetti di pelle, subito dopo questo governo Letta (il più inutile della storia) non lo digerirei proprio bene.

5 Notizie ad hoc per distrarre la gente

IL FEMMINICIDIO, un termine salito alla ribalta recentemente. Donne stuprate, malmenate, molestate, perseguitate, quasi tutti i giorni c’è un caso nei telegiornali.

Premesso che naturalmente le violenze contro le donne sono una cosa orribile e da punire, è evidente che queste notizie vengono mostrate con troppa insistenza e morbosità. A sentire loro, pare che il 90% degli uomini italiani abbia come hobby bastonare a sangue le loro mogli e fidanzate. Alcuni lo fanno, purtroppo, ma da qui a far passare la cosa come uno sport nazionale ce ne vuole parecchio.

Qualche tempo fa sentii persino una statistica secondo cui, nell’arco della vita, il 30% delle donne italiane subisce molestie di tipo sessuale. Certo, una donna su tre. Ci devono aver messo dentro anche quelle che per strada si sono sentite gridare dietro “ah gnocca!”.

Ora, perché i media tengono il faro sempre acceso su questi casi di “femminicidio”? Perché le violenze contro le donne sono crimini odiosi che generano indignazione, rabbia, paura, e in generale attenzione, una cosa che i media bramano più di qualunque cosa… anche a costo di far lievitare dei “problemi” che in realtà sono meno diffusi di quanto ci mostrino.

L’ABBANDONO DEI CANI, ogni anno, puntualissimi, inizia la solita solfa: non abbandonate i cani. Se li abbandonate i veri cani siete voi. Siete senza cuore… etcetera etcetera. Ora, questo è una delle notizie più ridicole tra quelle che i media riciclano periodicamente, sicuri di far leva sulla tenerezza che i cani fanno alla gente.

La faccenda è che è OVVIO che è sbagliato abbandonare i cani per strada, ma la faccenda è anche: ma quante persone lo fanno? Ben pochi direi, e probabilmente gente che per qualche motivo ci è costretta. A sentire i telegiornali pare che a ogni inizio estate ci sia un plotone di stronzi che non vede l’ora di scaricare cuccioli in tangenziale, per andarsene a godere le vacanze in un resort senza scocciature.

Ebbene non è così. Il caso di persone che addirittura modificano i piani delle vacanze per andare incontro alle esigenze dei loro cani, è incredibilmente maggiore. La gente ai cani vuole bene, non è che il paese sia pieno di Crudelia DeMon. Per cui piantatela di bombardarci con questo fintissimo problema.

IL MATRIMONIO GAY, sul quale faccio due premesse.

La prima è che io sono ovviamente favorevole, cioè se due uomini o due donne vogliono sposarsi, ma perché glielo devi vietare? La seconda è che io in generale credo che il matrimonio sia un’istituzione inutile (anche quello “standard”). La mia linea di pensiero è che se vuoi stare con la persona che ami, semplicemente stacci, non hai bisogno del permesso di nessuno, tantomeno di un cerimoniere del governo o della chiesa che vi dichiari “uniti”.

Detto ciò, augurandomi che i matrimoni gay vengano approvati al più presto, trovo che l’attenzione sull’argomento sia decisamente spropositata.

L’unico vero svantaggio che subiscono le coppie gay nel non potersi sposare è di tipo fiscale, mentre il caso che viene citato spesso dell’assistenza al coniuge malato, credo sia semplicemente risolvibile con una scrittura depositata da avvocato o notaio. Per il resto i gay hanno lo stesso interesse degli etero a che vengano risolti problemi ben più impattanti la qualità della vita (anche della loro) come l’occupazione, la sicurezza,  i trasporti pubblici, il sistema sanitario etc…

Insomma, un contratto firmato e bollato non da né maggior valore all’amore né protegge da chi odia i gay (che continuerà a farlo comunque), per cui direi che sarebbe un bene se si mettesse un po’ meno energia in questa crociata.

GLI SPROLOQUI DELLA LEGA. Un partito che si può fare vanto dell’annoverare tra i suoi leader eccellenze come Bossi, Calderoli e Salvini, mica pizza e fichi. Le loro frasi, spesso intrise di razzismo, beceraggine e intolleranza sono puntualmente trasmesse in broadcast e riportate su tutti i giornali.

La faccenda è, appunto, che questi personaggi non dovrebbero proprio starci davanti una telecamera o col microfono in mano (nemmeno in politica in effetti…). Perché poi non è certo una sopresa che Calderoli chiami “orango” la ministra nera Kyenge, o che Salvini canti una canzone razzista nei confronti dei napoletani.

E invece i telegiornali questi tipi davanti le telecamere ce li mettono eccome. Diffondono le loro stupidaggini con insistenza, fregandosi le mani non appena viene appiccato un fuoco e alimentandolo con cura. Per esempio il caso Calderoli-Kyenge è stato montato ad arte, utilissimo a distrarre l’opinione pubblica per settimane in un momento in cui c’era ben altro da mostrare (tipo un governo che non fa una mazza in un momento critico).

La strategia è sempre la stessa: far indignare e incacchiare la gente per finti problemi (la Kyenge stessa penso avrebbe sputato in un occhio all’ennesimo giornalista che le avesse chiesto un parere sulle offese ricevute), facendogli dimenticare quelli grossi, quelli veri.

LA LEGGE ANNUNCIATA CICLICAMENTE …e mai realizzata.

Quand’è che ho sentito per la prima volta “bisogna abolire le province”? Credo che siano parecchi anni fa ormai. Tutti sono d’accordo da parecchio: sono uno spreco inutile, l’accordo c’è, stiamo per eliminarle, ci siamo quasi.

Quasi, ma l’eliminazione non viene mai fatta. Se ne parla per un po’, pare che stiano finalmente per concludere… e niente. Ogni volta non si conclude: le province restano li a ciucciare soldi. Si aspetta un po’ di tempo, abbastanza da far dimenticare alla gente che la promessa era stata fatta sei mesi o un anno prima, e si riparte col nuovo annuncio: vogliamo eliminare le province, perché risparmieremo soldi. Siamo tutti d’accordo, lo stiamo per fare, fuocherello, fuoco… e poi non si fa. Dopo qualche tempo si riparte da capo. E così avanti, per anni e anni.

La legge elettorale? Ancora meglio: in televisione si vedono politici che addirittura quasi ogni giorni proclamano: la priorità è cambiare la legge elettorale. Tutti d’accordo che è una porcata. La cambiamo. Stiamo per cambiarla. Ci siamo quasi. Eccoci che lo facciamo. E poi niente: sta sempre là, sta ancora là. Tanto la gente dimentica: a cicli ripetuti fanno l’annuncio solenne che cambieranno la legge elettorale. E il porcellum è sempre li, inscalfibile.

Qualcuno ci crede che la vogliamo veramente cambiare? Io no di certo. Credo però che tutto il tempo che usano per fare annunci su questo imminente, finto, cambio di legge elettorale, potrebbero usarlo per diramare informazioni ben più rilevanti.