Cose importanti che ho imparato

Queste sono alcune delle cose più importanti che (penso) di aver imparato, o che sono nel processo di imparare, in questi ultimi anni della mia vita.

Spiritualità

● L’enorme potere della parola grazie.

● Il concetto di coscienza. Che ci sono diversi livelli di coscienza a cui la gente vive. Che anche la musica, i film, l’arte, gli oggetti hanno il loro livello di coscienza.

● Non è la coscienza ad essere creata dalla materia, ma esattamente l’opposto: la materia è creata dalla coscienza.

● L’ateismo ha un punto di vista fisso, piuttosto sterile. Dopo essersi diplomati dall’ insensatezza religiosa, è possibile, e necessario, diplomarsi ulteriormente dall’ateismo per continuare a progredire nel percorso dell’ evoluzione spirituale.

● Lo scetticismo cronico è un’ attitudine molto controproducente. Prima ero uno scettico cronico, che non credeva “in niente”. In questi giorni preferisco tenere gli scettici cronici a distanza.

● Ho imparato alcune grandiose lezioni dai libri di Eckhart Tolle, in particolare queste tre:

  • cosa significa essere presente, l’idea di essere qui e adesso. E ho realizzato che solo una frazione dei pensieri che fluiscono nella mia mente è utile. Il resto sono un rumore che mi distrae, inutile e ripetitivo.
  • che cos’è l’ego. Ho realizzato di avere un ego, e uno terribilmente difficile da domare.
  • il meccanismo del dramma che guida molte relazioni umane. Gran parte delle persone tendono a creare drammi non necessari e evitabili, per alimentare una piccola “bestia” che hanno dentro, una bestia che si nutre di emozioni negative.

Di questi tre concetti, penso di capire bene la teoria dietro i primi due, ma faccio ancora schifo nel trasformare questa teoria in pratica. Ci sono ancora più pensieri inosservati e più finzione in me di quanto mi piacerebbe avere. Con il dramma, invece, penso di andare bene sia in teoria che in pratica. Non sono mai stato una gran drama queen.

● La regola migliore da applicare con le persone che provano a incominciare un dramma è: non partecipare. Lasciarli gridare, gesticolare, piangere, restando assolutamente calmi, composti, in silenzio, replicando solo cose come “si, hai ragione”, finché si spengono.

● La vita è sul trovare il punto di equilibrio a metà tra due tipi di consapevolezza:

  • che noi, esseri umani, abbiamo un potere enorme e un grande controllo sulle nostre vite, e che siamo capaci di realizzare cose meravigliose, gigantesche, sensazionali.
  • che ci sono cose nelle nostre vite che non controlliamo affatto, e quelle cose potrebbero distruggere tutto quello che abbiamo costruito, in ogni momento.

Il trucco è riconoscere che sono entrambe vere, ma poi decidere di avere fede, e lavorare duramente per realizzare le cose meravigliose.

● Guarire non corrisponde a sentirsi rilassati e comfortevoli tutto il tempo. Guarire, di solito, significa dolore e sforzi.

● La legge di attrazione ha moltissimo senso, però sembra che molta gente non afferri la parte attrazione in essa. Dopo aver creduto che qualcosa succederà, è necessario lavorare -spesso duramente- per farla succedere.

● Ogni persona può essere un eroe. Anche se molte persone oggi considerano il coraggio come un tratto riservato ai personaggi dei film soltanto, chiunque può coltivare il coraggio e applicarlo alla vita vera, questa vita.

● La vita prova a “parlarci” costantemente, e prova a insegnarci lezioni tutto il tempo. Le persone che incontriamo, gli eventi che ci succedono intorno, spesso hanno dei messaggi per noi. Dobbiamo rimanere ricettivi, con un’antenna, per captare il messaggio.

● I sogni meritano molta più attentione di quanta ne ricevono comunemente: i sogni “normali” che abbiamo durante il sonno, i sogni lucidi in cui possiamo manipolare l’ambiente -sono davvero una figata-, e anche i sogni a occhi aperti. È vero, come ho letto da qualche parte, che i sogni non sono fatti per farci dormire, ma per farci svegliare.

● Gesù Cristo, probabilmente, non è mai esistito come figura storica. È un carattere fittizio che fu inventato dagli antichi Romani, come strumento di propaganda per dominare gli Ebrei del tempo. Ho sentito questa teoria nel documentario “Caesar’s Messiah”, e la considero non solo molto credibile, ma anche una rivelazione super sensazionale!

Amore

● L’amore è molto più grande del solo amore romantico, il tipo di amore nella relazione di coppia che viene dipinto estesamente nei film e nei libri. Quello è solo una parte, ma c’è anche l’amore per gli amici, la famiglia, gli sconosciuti, gli animali, le piante, l’arte, il lavoro, la vita.

● La gelosia non ha senso. Di fatto è una conseguenza di confondere erroneamente l’amore di coppia con l’amore vero.

● Se c’è un significato nella vita, è l’amore. Alla fine della storia, quello che conta davvero è l’amore che abbiamo dato, e l’amore che abbiamo ricevuto.

Me stesso

● La sfida più importante e difficile nella mia vita è imparare a gestire le mie emozioni. Sono consapevole che se voglio riuscire a raggiungere i miei più grandi traguardi, questa è un’abilità necessaria da padroneggiare. Non ho altre vie.

● Non farò progressi significativi nella vita imparando un sacco di nuove nozioni. Li farò, invece, imparando alcune nozioni specifiche, e coltivando virtù come il coraggio, l’onestà e la disciplina.

● Praticare l’introspezione, per scoprire cosa c’è dentro me stesso, è molto difficile e doloroso. È anche l’avventura più entusiasmante. Ed è anche piuttosto strano: ricerco, studio, faccio sforzi, tutto questo senza nemmeno sapere che cos’è quello che sto cercando. Ma ho un forte istinto che devo continuare a scavare.

● Gli stimoli con cui nutro me stesso (film, libri, musica) impattano direttamente il modo in cui penso, e il modo in cui mi sento. Per quanto possa sembrare ovvio adesso, non ero consapevole di questa connessione alcuni anni fa. In questi giorni, evito coscientemente di guardare film horror, o leggere libri riguardo assassini e psicopatici, per esempio. Preferisco dare in pasto alla mia mente argomenti felici.

● Ci sono così tante cose che non so. Ma più cose nuove scopro, più cresce dentro di me il senso che ce ne sono altre da scoprire…

Persone

● Avere pensieri originali è estremamente raro. Gran parte dei pensieri che circolano nella mente della gente sono pensieri di qualcun altro.

● Molte persone, quando parlano, semplicemente rigurgitano cose che gli sono state insegnate da bambini. Lo fanno a ripetizione, tutta la vita, senza mai applicare un po’ di pensiero critico per decidere se quegli insegnamenti avessero senso o meno.

● Semplicemente perché qualcuno parla più forte, o ha un microfono in mano, non significa che meriti più attenzione.

● C’è una differenza enorme tra cultura e saggezza. Molte delle persone che conosco sono piuttosto colte, ma pochissime sono sagge.

● Il mondo è pieno di corruzione, odio, disonestà, eppure nel mezzo di questo casino ci sono alcune persone con un’anima incredibilmente bella. Sono così preziose che danno un senso alla missione di ricercarle.

● È una grande abilità essere capaci di parlare, e agire, senza farsi guidare delle emozioni. Ed è importante riconoscere quando le altre persone, specialmente quelle vicine, come i familiari e gli amici, danno suggerimenti dettati dalle loro paure e insicurezze, in modo da scartarli.

● Molte persone non cambiano mai. Per quanto vengono esposte a informazioni chiare, utili, che potrebbero usare per risolvere i loro problemi, esse ignoreranno quelle informazioni e continueranno a sbattere la testa con gli stessi problemi, anno dopo anno, per tutta la loro vita. È meglio non perdere tempo insistendo ad aiutarle, ma focalizzarsi invece su quelli che sono pronti ad accettare soluzioni.

● Il modo migliore per rapportarsi con le persone depresse è starne lontano. La felicità è una scelta, e molte persone depresse semplicemente scelgono di essere infelici.

● Ci sono cose che le masse fanno, ma poco importa quante persone le facciano: non hanno comunque nessun senso, per cui non c’è nessun bisogno di unirsi al coro. Due grandi esempi in questa categoria sono:

  • rivolgersi alla politica per avere risolti i problemi della società.
  • lavorare in posti di lavoro in cui si scambia il tempo con il denaro.

Denaro

● Il denaro è un argomento eccitante, e non noioso come pensavo prima. Il denaro è utile per capire le emozioni della gente, soprattutto la paura.

● Il denaro è sostanzialmente solo un costrutto mentale.

● Il denaro favorisce quelli che lo producono e controllano (banche e governi) e schiavizza quelli che lo usano (i cittadini).

● Avere un lavoro regolare non è l’unico modo onesto di guadagnare denaro, i sistemi di reddito passivo sono un’altra opzione, e molto più intelligente sotto molti punti di vista.

● Economia e finanza sono due cose molto differenti. L’economia è più riguardo le persone, come si comportano nel mercato per andare incontro ai loro desideri. È un argomento molto più concreto, utile da studiare. La finanza invece è sui soldi di carta, banche, grafici, titoli: tutte queste cose fanno parte di un circo che non aggiunge essenzialmente alcun valore alla vita delle persone.

● Fare il passaggio da impiegato a imprenditore richiede un grande cambio di mentalità. Un imprenditore ha bisogno di abilità molto differenti: per esempio è necessario capire di più la psicologia delle persone.

● Capire la legge della domanda e dell’offerta è super utile, e non solo per un imprenditore che manda avanti un’attività, ma per chiunque, perché si applica a molte situazione di vita quotidiana.

● Non puoi fare la cosa giusta, se sei nel posto sbagliato. Per esempio, anche se lavori duramente, diligentemente e efficientemente, ma stai fornendo il tuo lavoro a istituzioni che producono zero (o sottraggono) valore alla società -come corporazioni bancarie o produttori di sigarette- stai solo illudendo te stesso che stai “facendo un buon lavoro”.

● Penso di capire il denaro bene abbastanza, adesso, da essere capace di diventare molto ricco se lo desidero, in maniera onesta, e senza nemmeno lavorare troppo. Però, non ho ancora deciso se questo è quello che voglio. Molto denaro mi permetterebbe di sviluppare alcuni bei progetti in grande scala (come costruire ospedali, scuole, media educativi), ma dall’altra parte, attrarrebbe inevitabilmente l’attenzione del governo. E non sono sicuro di voler spendere il mio tempo avendo a che fare con una simile struttura gigante e predatoria. Devo riflettere ulteriormente su questo.

● Una delle cose più pazze del mondo moderno è che molte persone passano una vita intera a lavorare per denaro, senza nemmeno capire per cosa stanno lavorando. Non si prendono mai un po’ di tempo per capire come il denaro viene prodotto, da chi, come funziona.

● Poche cose ti metteranno in una posizione inusuale come diventare libero finanziariamente. Mentre tutti parlano, agiscono e si muovono guidati dal desiderio di fare soldi, tu sei parte di una piccolissima minoranza che si focalizza su altri argomenti.

Salute

● Avere una dieta salutare essenzialmente richiede due cose:

  • sviluppare una conoscenza riguardo la nutrizione (in particolare capire il concetto di densità di nutrienti dei cibi).
  • disciplina.

● I prodotti basati sulla farina raffinata (come pasta e pane) sono quasi altrettanto poco salutari quanto lo zucchero bianco. Non ha senso, come facevo fino a qualche anno fa, evitare lo zucchero come un fondamentalista ma poi abbuffarmi di pasta e pane ogni giorno.

● Se c’è un cibo che devo stare sempre attento a non mangiare, è il cibo bruciato. Le croste nere sotto la pizza, sul pane tostato, sulla carne grigliata sono carichi di una quantità disastrosa di tossine.

● Gran parte del miele venduto nei negozi è altrettanto non salutare quanto lo zucchero bianco, perché è pastorizzato, scaldato a alta temperatura, questo gli da quella consistenza trasparente e fluida come di uno sciroppo. Il miele grezzo è quello da scegliere.

● I latticini con percentuali ridotte di grassi, o completamente scremati, sono in realtà meno salutari delle loro controparti intere. Il grasso nel latte, nello yogurt e nel formaggio è utile per digerire la vitamine lipo-solubili. Quindi è meglio mangiare questi cibi in versione intera.

● La dieta impatta la salute complessiva, e anche la figura, più di quanto faccia l’esercizio fisico.

● L’esercizio è utile, ma farne troppo può stressare i corpo e “consumarlo”. Avevo l’abitudine di andare in palestra 3/4 volte a settimana, in questi giorni preferisco andare un paio di volte e prestare più attenzione al modo in cui mangio, invece.

● Nonostante sia super popolare, fare jogging non è poi così salutare. Quando una persona corre, i tessuti e gli organi del corpo sballonzolano su e giù, su e giù, su e giù, e questo è piuttosto stressante -e invecchiante- per l’organismo. È molto più salutare a lungo termine preferire attività come il sollevamento pesi moderato, lo yoga, la ginnastica.


Note: Mi aspetto che queste comprensioni resteranno valide per molti anni a venire, quindi ho scritto questo post come un promemoria per me stesso, con alcune indicazioni utili da seguire in futuro. Sarà anche interessante vedere se cambierò opinione su alcune di esse, e se avrò voglia di aggiungerne altre.

Important things I learned

These are some of the most important things that (I think) I learned, or that I am in the process of learning, in these last years of my life.

Spirituality

● The enormous power of the words thank you.

● The concept of consciousness. That there are different levels of consciousness at which people can live. That also music, movies, art, objects have their level of consciousness.

● It’s not consciousness that is created by matter, but exactly the opposite: matter is created by consciousness.

● Atheism has a fixed point of view, rather sterile. After graduating from the religious non-sense, a further graduation from atheism is possible, and necessary, to progress in the path of spiritual evolution.

● Chronic skepticism is a very counterproductive attitude. I used to be a chronic skeptic before, not believing “in anything”. These days I prefer to keep chronic skeptics at distance.

● I learned some great lessons from Eckhart Tolle’s books, in particular these three:

  • what being present means, the idea of being here and now. And I realized that only a fraction of the thoughts that flow in my mind are useful. The rest are useless, repetitive, distracting noise.
  • what the ego is. I realized that I do have an ego, and a terribly difficult one to tame.
  • the mechanism of drama that drives many human relationships. Most people tend to create unnecessary and avoidable drama, to feed a little “beast” they have inside, a beast that feeds on negative emotions.

Of these three concepts, I think I understand well the theory behind the first two, but I still suck at turning the theory into practice. There are still more unobserved thoughts and more pretense in me than I would like to have. With drama, instead, I think I do well both with theory and practice. I’ve never been a big drama queen.

● The best rule to apply with people who are trying to start drama is: do not engage. Let them scream, gesticulate, cry, while staying absolutely calm, composed, in silence, just replying things like “yes, you’re right”, until they turn off.

● Life is about finding balance in the middle of two types of awareness:

  • that we, human beings, have an enormous power and control over our lives, and we are able to realize wonderful, huge, sensational things.
  • that there are things in our lives that we don’t control at all, and those things could destroy everything we built, in any moment.

The trick is to recognize that both are true, but then decide to have faith, and work hard to realize the wonderful things.

● Healing doesn’t correspond to feeling relaxed and comfortable all the time. Healing, usually, happens through pain and struggle.

● The law of attraction makes great sense, however it seems like many people don’t get the part attraction of it. After believing that something will happen, it is necessary to work -usually hard- to make it happen.

● Every person can be a hero. Even if most people today consider courage as a trait reserved for movie characters only, everyone can cultivate courage and apply it to real life, this life.

● Life tries to “talk” to us constantly, and tries to teach us lessons all of the time. The people we meet, the events that happen around us, they usually carry a message for us. We must stay receptive, like an antenna, to get the message.

● Dreams deserve much more attention than they’re commonly given: “normal” dreams that we have during sleep, lucid dreams in which we can manipulate the environment -they are a lot of fun-, and also daydreams. It is true that, as I read somewhere, dreams are not meant to make us sleep, but to make us wake up.

● Jesus Christ, probably, never existed as an historical figure. He is a fictional character that was invented by the ancient Romans, as a tool of propaganda to dominate the Jews of their times. I heard about this theory in the documentary “Caesar’s Messiah”, and I consider it not only very credible, but also a super huge revelation!

Love

● Love is much bigger than just romantic love, the “couple relationship” type of love that is extensively depicted in movies and books. That is just a part, but there’s also the love for friends, family, strangers, animals, plants, art, work, life.

● Jealousy doesn’t make sense. It’s basically a consequence of mistakenly assuming that the couple relationship type of love is all the love there is.

● If there is a meaning of life, it is love. At the end of the story, what really matters is the love we gave, and the love we received.

Myself

● The most important and difficult challenge in my life is learning to manage my emotions. I am aware now that if I want to succeed at achieving my biggest goals, this is a necessary skill to master. I have no other way.

● I won’t make meaningful progress in life by learning a lot of new notions. I will make it, instead, by learning some specific notions, and by cultivating virtues like courage, honesty and discipline.

● Practicing introspection, to discover what’s inside myself, is very difficult and painful. It’s also the most exciting adventure. And it’s sort of weird: I research, I study, I make efforts, all this without even knowing what it is that I am searching for. But I have a strong feeling that I have to continue digging.

● The inputs that I feed myself with (movies, books, music) impact directly the way I think, and the way I feel. As obvious as it seems now, I wasn’t aware about this connection some years ago. These days, I consciously avoid watching horror movies, or reading books about killers and psychopaths, for example. I prefer to feed my mind with happy topics.

● There are so many things that I don’t know. But the more new things I discover, the more grows in me a sense that there are others to discover…

People

● Having original thoughts is extremely rare. Most thoughts that circulate in people’s minds are someone else’s thoughts.

● A lot of people, when they talk, simply regurgitate what they have been taught as kids. They do this over and over, their entire life, without ever applying some critical thinking to decide if those teachings made sense or not.

● Just because someone speaks louder, or has a microphone in his hands, doesn’t mean that he deserves more attention.

● There’s a huge difference between education and wisdom. Many of the people I know are fairly well educated, but very few of them are wise.

● The world is full of corruption, hate, dishonesty, and still in the middle of this mess there are some people with super beautiful souls. They are so precious that they are worth the quest.

● It’s a great skill to be able to talk, and act, without being driven by emotions. And it’s important to recognize when other people, especially those who are close, like family and friends, give advice that is dictated by their fears and insecurities, so to discard it.

● Many people never change. As much as they’re exposed to clear, useful information that they could use to solve their problems, they will ignore that information and keep on struggling with the same problems, over and over, for their entire life. It’s better not to lose time insisting in helping them, but to focus instead on those who are ready to accept solutions.

● The best way to deal with depressed people is to stay away from them. Happiness is a choice, and most depressed people simply choose to be unhappy.

● There are things that the masses do, but no matter how many people do them: they still make absolutely no sense, so there’s no need to join them. Two great examples in this category are:

  • turning to politics to have the problems of the society fixed.
  • working at jobs where time is traded for money.

Money

● Money is an exciting topic, and not boring as I used to think. Money is very useful to understand people’s emotions, especially fear.

● Money is ultimately just a mental construct.

● Money favors those who produce and control it (banks and governments) and enslave those who have to use it (citizens).

● Having a regular job is not the only honest way to earn money, passive income systems are another option, and a much smarter one under many points of view.

● Economy and finance are two very different things. Economy is more about people, how they behave in the market to meet their desires. It’s a much more concrete, useful topic to study. Finance instead is about paper money, banks, graphs, titles: these things are part of a circus that adds no value to the life of people.

● Making the transition from employee to entrepreneur requires a huge shift in the mindset. An entrepreneur needs very different skills: for example it’s necessary to understand more the psychology of people.

● Understanding the law of supply and demand is super useful, and not just for an entrepreneur who runs a business, but for everybody, because it applies to many situations in daily life.

● You can’t do the right things, if you’re in the wrong place. For example, even if you work hard, diligently and efficiently, but you’re providing your labor to institutions that produce zero (or negative) value for the society -like banking corporations or cigarette producers- then you’re illuding yourself that you’re “doing a good job”.

● I think I understand money enough, now, to be able to become very wealthy if I want, in a honest way, and without even working too much. However, I haven’t decided yet if this is really what I want. Lots of money would allow me to develop some beautiful projects on a big scale (like building hospitals, schools, educational media), but on the other hand, it would inevitably attract the attention of the government. And I’m not sure I want to spend my time dealing with such a gigantic and predatory structure. I need to reflect more about this.

● One of the craziest things of the modern world is that most people spend an entire life working for money, without even understanding what the working is for. They never take some time to learn how money is produced, by who, how it works.

● Few things will put you in an uncommon position as becoming financially free. While everyone around talks, acts and moves driven by the desire of making money, you’re part of a very tiny minority that focuses on other topics.

Health

● Having a healthy diet requires essentially two things:

  • developing a knowledge about nutrition (in particular understanding the concept of density of nutrients of foods).
  • discipline.

● Products based on refined flour (like pasta and bread) are almost as unhealthy as white sugar. It doens’t make sense, as I was doing until some years ago, to avoid sugar as a fundamentalist, but then splurge on pasta and bread everyday.

● If there is one food that I always have to stay alert not to eat, it’s burnt food. The black spots under the pizza, toasted bread, and grilled meat are loaded with a disastrous amount of toxins.

● Most of the honey sold in the stores is as bad as white sugar, because it’s pastorized, heated at high temperature, that’s what makes it as transparent and fluid as syrup. Raw honey is the way to go.

● Dairy products with reduced amounts of fat, or completely fat-free, are actually less healthy than their whole counterparts. The fat in milk, yogurt and cheese is useful to digest fat-soluble vitamins. So it’s better to eat these foods whole.

● Diet impacts the overall health, and also the body figure, more than exercise does.

● Exercise is useful, but too much of it can stress the body and worn it out. I used to go to the gym 3/4 times per week, these days I prefer to go a couple times and pay more attention to the way I eat, instead.

● Despite being super popular, jogging is actually not so healthy. When a person jogs, tissues and organs of the body jump up and down, up and down, up and down, and that’s quite stressing, and pro-aging, for the organism. It’s much healthier in the long run to prefer activities like moderate weight lifting, yoga, gymnastics.


Notes: I expect that these insights will be valid for many years to come, so I wrote this post as a reminder for myself, with some useful indications to follow in the future. It will also be interesting to see if I’ll change my mind about some of them, and if I will feel like adding more.

Hike at Montseny park


Yesterday I went hiking with some friends at the Montseny park, near Barcelona. With the train we arrived at a small town called Figaró-Montmany, 1 hour trip, and from there we started our walk. I really enjoyed it, even if my bones hurt all day. Here is some nice nature scenery that I saw.

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What is the utility of the bank?

Probably you are used to the presence of the banks in the society. And you are used to bring the money you earn to a bank. To withdraw the banknotes from the cash machines of the bank. To ask them for a loan, if you have to buy a house.

In short, you see it since forever… you use it since forever… but did you ever ask yourself exactly what is a bank? And what is its utility? Today I try to explain it to you, casting a new light on its nature and making you understand why, actually, the bank represents mostly a problem for the modern society.

a-cosa-serve-la-banca-copertinaFor some aspects, nothing special

For some aspects, a bank is a commercial activity similar to all the others, in fact it’s a company that works with the purpose of making money.

From this point of view, it is perfectly identical to the butcher, the barber, the bar in the neighborhood. In the morning the employees of the bank wake up, executive, cashier, financial advisor, and they go to the office to give their labor contribution to make the bank earn more money, in change of a salary.

For one aspect, slightly special

But a bank often doesn’t have only one office, it has many offices, in different cities and often also in different nations. In fact it’s a corporation, a huge company, tentacular. And this is already a first remarkable difference with the little shop of the butcher.

But so far there’s not even anything too strange: there are a lot of corporations in the modern globalized world. For example, in addition to the banking corporations there are other types: food corporations (eg. mcdonalds, ferrero), fashion corporations (eg. versace, dolce e gabbana), consultancy corporations (eg. accenture, ibm), technology corporations (eg. apple, samsung).

For one aspect, SUPER SPECIAL

But there is one characteristic that makes the bank unique, absolutely unique.

All the other activities, from the little shop to the big non-banking corporations, earn money because they provide goods or services in return. The butcher provides meat. The barber provides the haircut service. The fashion corporation provides clothes. The supermarket provides food. The bar provides coffee. And so on.

What does the bank provide? The answer is: a gigantic nothing. The banking activity is the only one in which money is earned without providing any good or service in return. All the bank does is moving money. So the bank earns money… to move money! If you think about it it’s a very weird characteristic, that surely no other company in the world has.

It’s weird, in fact, that while all the other commercial activities revolve around “something” (meat, shoes, clothes…) with the desire of earning money, the banking activity revolves exactly around money, with the desire of earning money. It is very close to this object, for the very own nature of its activity.

This proximity gave birth to some really interesting situations.

They earn money with your money

A first interesting situation is the fact that the banking corporations have become so powerful, with time, that they influenced the approval of laws that give them huge advantages. These laws would probably be considered “scandalous” if made for any other commercial activity… that is not the banking one.

A notable example is the fractional reserve, i.e. the bank has the duty of maintaining in its office only a small fraction of the money you deposit, they can use all the rest the way they like: making loans to other people (earning money on it) and do speculations of all types.

The bank puts in circulation money that is not theirs to earn money, and this is the reason why, if you go to the bank and ask to withdraw 10.000 of your dollars from your account, two things happen.

First: you have to reserve them. The reason is simply that they don’t have that money in the office. Second: they’ll make up a lot of stories when they receive a request of this type. The reason is that, for them, that amount is worth much more than it is worth for you: by making loans with that money n times, since often after each loan the money comes back in the bank deposited by someone else, they can “magically” multiply the amount.

Paper money

Another interestinf fact is that the central object of the banking business, i.e. the money itself, it’s been transformed with time. For the worse.

Some time ago, the bank had some duties regarding money, meaning that they could only put in circulation banknotes if they had a corrispondence in gold in their safes. Let’s say that they could issue a banknote of 100 only if they really had 100 pieces of gold in their safes.

Now, this duty has been eliminated: money has become fiat, meaning that it doesn’t have any bond with gold anymore. The bank issues big quantities of banknotes, without having in their safes gold that actually covers those banknotes. This means that the banknotes are really just some pieces of paper, and their values is based now just on the reputation. A reputation that exists only until there is the ignorance, in the masses, of what money really is.

I want to clarify why it is important, in a negative way, that the banks got rid of the duty to own gold that corresponds to the banknotes they issue.

Gold is very different from the paper banknotes. Gold has intrinsic value, meaning that it has physical characteristics that make it perfect for medical, technological, industrial applications. Real life applications, that can improve people’s life. Instead, with paper you can’t do much more than lighting up a fire.

But gold is limited in the world: there is a certain amount and not more, and extracting it is also complicated. Paper instead is very easy to produce. So the move with which the banks got rid of the obligation to issue banknotes only if covered by the gold that they own, gave them the opportunity to create wealth for themselves… based on nothing.

More powerful than governments

A second situation is that with time the banks have become even more powerful than the governments of the nations. This is valid also for other types of corporations today, but the banks are definitely first in line.

The situation evolved in a way that today many heads of the governments, when they have to take decisions, almost always have to consult the bankers. Even more: often they have to ask permission to the bankers… and sometimes they even have to obey to the bankers.

When you hear in the news that the debt grows constantly (did you ever hear that the debt is diminishing?), the creditor of that debt are the banks. The reason is that these pieces of paper that we use to pay stuff, they print it and they lend it to the government, and the government commits to return it in the future with the interests.

But… how will the government pay the interests, if money is printed by the banks only, and it only has the money it borrowed previously? Simple: it will ask to more money to borrow, making other debt, always more debt. Debt that can’t ever be repaid.

This is the reason why it’s said, maybe you heard this already, that “money is debt”. They’re the same thing. Take a banknote in your hand and look at it. That banknote has been lent by the banks to your government, with the agreement that your government, one day, will give back as much as it’s written on the banknote… more the interests.

The bank doesn’t produce anything

I want to repeat and remark the central message of this article: the bank doesn’t produce any useful value for the society. At best, it can be defined as a freeloader that makes money thanks to the job of other people, a parasite. What people really need is food, clothes, medicine, technology, culture, art, and not a circus that make useless paper spin around.

The most humble workers, like the shoe repairer, or the farmer who grows potatoes, they produce an immense value for the society compared to that of the bank, whose concrete action is just to move money around.

Do you work in a bank?

Every morning millions of people in the world wake up, jump in the car and go to work for a bank. Lines at the bank offices, computers munching data, executives doing meeting, it would be nice to have an animation that could show daily how much motion is produced by the banking system in the globe. To realize, indeed, how much energy is sucked by this industry that produces the galactic nothing, apart from moving money. It would be comic and tragic at the same time.

Now, and if you’re inside this industry? And if you’re an employee who works at a branch? What if you’re an accountant? Or you’re the head of a branch? Or you’re a super-head of the european central bank? Or you even come from a family of bankers?

In this case I would say that there are two possibilities.

The first is that you’re in that place because you are unaware of the real nature of the company you’re working for every day (or at least you were before reading this). This unawareness is very frequent at the “lowest” levels of the chain, but I am sure that also many executives work for a bank without being fully aware of what is the real meaning of the company they work for.

I’ve been part of this group. I found myself working for a bank in the past. Actually as an external consultant, for few years, and in the technologic sector, but I’ve been definitely a small active part of this industry.

Those were the years when I understood what “bank” means, and that comprehension has been for me one of the strongest motivations to leave that job. I like to think that I can give, with my job, a contribution to make the world a better place, to help others, to produce something that can have a true impact of the life of people.

The idea of using my time -and my labor talent- in a circus that makes useless paper spin around is really depressing for me. I like what the professor of dead poet society says: life is a big poem, in which each of us has the chance of adding a verse. I surely don’t want that my verse is to have spent 40 years manipulating useless pieces of paper. Today I can imagine a million other ways to give more value to the society than I would do working in a bank. An example is providing education, writing articles like this.

The second possibility is that you live in denial. You know how the banking system really works, but you silence every voice that tells you that you’re contributing, with your work, to a futile cause.

The resources that your bank uses could be used to create concrete wellbeing, to make people happy, rather than load them with debt? You prefer not to think about it. You put your tie on and go to work without asking yourself too many questions. Similarly to those paople who eat meat produced industrially, when you ask them “but do you know how that is produced?” they reply “oh I don’t want to know, otherwise I will end up eating nothing”. Blue pill.

What is the adtantage of knowing this?

I want to clarify one thing: the people who understand how the banking system works and what is the utility of the banks (a big nothing) are a minority today, and will be minority still for quite a while. The majority of people are still unable to understand this mechanism, or they’re not interested in understanding it.

If you, instead, are among those who have reached this comprehension, and I hope I have given a little contribution, then in what position are you?

Well, you continue to play in a world where the bank is part of the rules. It’s unlikely that you will be able to do anything without entering in contact with the bank. The job salary is sent directly to the bank. You have to make bank cheques to buy a house. Everybody keeps on considering paper banknotes valuable objects, so they will ask you for them in return for any good or service.

But you can do several things. First, if like me you think that the meaning of life is to give to the world your unique and wonderful talents, you will stop employing these talents in a bank, if you work there.

Some time ago I watched an interview to some personality, I don’t remember who it was, who was asked “what would you do if you’d be elected president of the Federal Reserve?” and replied “I would shut it down”. I thought it was a great answer, because it’s exactly what I would do if I’d be put in command of such a mega-banking association.

Other thing, you can stop subsidizing this useless circus with your savings. Aware that the entire world sits on a giant paper ball that could burn in any moment, you can turn your savings into commodities (like gold and silver) that preserve their value with time, rather than keep on focusing on modern money that loses value gradually, every day, because its value depends on the decisions of the government and the banks.

Understanding how volatile the value of money is will free you from an enormous distraction. It will make you assign more value to other things, for example your time. It will help you understand that the indoctrination that you received since you were a kid, telling you that money is so important, is just an indoctrination. As soon as you reassign the proper importance to your time, you can use it in activities that make life more enjoyable and adventurous. And this looks like a big advantage to me.

Useful readings

To better understand the banking system I recomment two great books: the real story of money, health and religion by Loren Howe and you can profit from a monetary crisis by Harry Browne, that contains very intelligent advice on how to manage your savings. In the first book, instead, there’s a famous quotation that I write here too:

It is well enough that people of the nation do not understand our banking and monetary system, for if they did, I believe there would be a revolution before tomorrow morning. -Henry Ford-

It says a lot. A lot!


Notes: Translated from the corresponding article written in Italian, published in this blog on September 12, 2014.

Related: What is the “system”?, Inside an intensive pig farm

Come liberarti dal sistema

Ho osservato che molte persone vivono la loro vita coscienti che ci sono diverse limitazioni alla loro libertà. Per esempio, alcune limitazioni estremamente comuni sono la mancanza di tempo libero, essere intrappolati in un lavoro insignificante, la scarsità finanziaria dovuta a tasse/mutui.

come-liberarti-dal-sistema-fronteGran parte di queste persone capisce che le limitazioni esistono perché esiste un’ entità oppressiva, qualcosa a cui spesso ci si riferisce come “il sistema“. Però, spesso il sistema viene identificato con il governo soltanto, mentre io penso che sia importante prendere in considerazione due altri fattori che sono parti principali del problema anch’essi: i media mainstream e le corporazioni. Questo è il motivo per cui ho scritto il precedente articolo Che cos’è il sistema?, per aiutarti a vedere un quadro completo di chi sta causando le limitazioni.

Ora è tempo di cercare soluzioni. Nonostante quello che ti diranno i pessimisti cronici, liberarti dal sistema è possibile. Tutto quello che richiede è fare le cose in modo diverso dalla massa.

Infatti, sto per analizzare una lista di quattro reazioni differenti nei contronti del sistema che le persone possono avere. Quello che voglio mostrare è che, mentre le prime tre reazioni di questa lista sono molto più popolari, esiste una quarta opzione -una che considerano in pochissimi- e che “funziona” meglio di tutte le altre.

1. Lamentarsi, ma continuare a farsi sfruttare

Questa è di gran lunga la reazione più diffusa, vedo questo comportamento tutto il tempo.

È pieno di persone che hanno forti sentimenti negativi nei confronti dei frontmen del sistema (tipicamente i politici che vengono più esposti dai media), e che si lamentano infinitamente della loro condotta.

Queste persone esprimono disappunto e disusto in ogni conversazione relativa alle decisioni del governo, borbottano davanti alla televisione, scrivono post arrabbiati nei social network. Ma poi, il giorno dopo si presentano a lavoro e continuano la schiavitù. Facendo questo, in realtà nutrono quelle stesse persone di cui si lamentano.

Infatti, i membri corrotti di governo, media e corporazioni non si nutrono dell’ apprezzamento della gente: si nutrono del lavoro della gente. Non si preoccupano molto degli insulti, il loro ego di solito è grande abbastanza. Finché quelle stesse persone che li insultano continuano a presentarsi a lavoro, fornendogli denaro (attraverso le tasse) e specialmente beni e servizi (che loro non vorrebbero mai fornire svolgendo lavori non piacevoli), sono perfettamente a posto.

Un membro corrotto del governo probabilmente non darà le dimissioni per gli affronti che riceve nei social network. Un quotidiano online non smetterà la sua propaganda solo perché la gente lo accusa di mentire nella sezione dei commenti. E il capo di una corporazione non smetterà di distruggere l’ambiente semplicemente perché la gente dice che è immorale.

Essi smetteranno solo quando i cittadini smetteranno questo comportamento duale di lamentarsi di loro e anche finanziarli con il proprio lavoro.

Ora, se proprio ti piace lamentarti, non ti preoccupare: sei in buona compagnia. Puoi unirti alla maggioranza e lamentarti tutti i giorni di quanto i politici siano immorali, e di quanto oltraggiosa sia la loro condotta. Puoi sentirti soddisfatto di essere abbastanza coraggioso da usare la tastiera di un computer per insultare i tuoi politici via internet. Poi sei pronto per un altro giorno di schiavitù. Sii cosciente solo di una cosa: sei nel gruppo che costituisce la linfa vitale del sistema.

2. Combattere il sistema

Combattere il sistema è una seconda possibile reazione. Non altrettanto popolare quanto lamentarsi soltanto come fanno in molti (preferibilmente dietro lo schermo di un computer), ma è comunque un approccio che è molto attraente per parecchie persone.

Il desiderio di combattere il sistema è un indicatore salutare che alcune persone non accettano passivamente di essere sfruttate da governo, media e corporazioni. Capiscono che digitare alcuni insulti in internet, o borbottare di fronte al telegiornale, non serve ad alcuno scopo pratico. Allora si organizzano attivamente per produrre un cambiamento, e la strada principale che scelgono di solito per raggiungere questo obiettivo è la politica.

Sfortunatamente, per quanto questo approccio venga generalmente considerato “coraggioso e generoso” ci sono diverse ragioni per cui non lo considero un’ opzione intelligente.

La prima ragione è che, se decidi di combattere il sistema, dai via molto del tuo tempo personale e della tua energia -entrambi limitati e preziosi- nel farlo. Questo tempo e energia vengono sottratti dal tempo/energia che in realtà potresti usare per godere della tua libertà.

Molte persone decidono di fare il sacrificio comunque, perché sentono che stanno combattendo anche in nome degli altri, ma spesso stanno solo vivendo in una utopia: credere che gli altri cittadini vogliano essere liberati, così tanto quanto lo vogliono loro.

Se spenderai altrettanti anni quanti ne ho spesi io cercando di liberare le persone dalle differenti limitazioni causate dal sistema (per esempio spiegando perché molti lavori corporativi sono forme moderne di schiavitù, o contrastando la disinformazione diffusa dai media), alla fine concluderai che molte persone semplicemente non vogliono essere libere. Teorizzano di essere libere -si- ti incoraggeranno entusiasticamente a combattere, e ti applaudiranno persino. Ma poi si cercheranno un capo per cui lavorare.

Per molte persone la libertà è una bellissima teoria, e vogliono che rimanga proprio quello: solo una teoria.

Inoltre, non penso che sacrificare il tuo tempo/energia abbia senso anche perché la decisione di combattere il sistema è basata su un’assunzione sbagliata: che il sistema sia localizzato esclusivamente nel trio governo-media-corporazioni.

Certamente, queste strutture sono le tre più alte espressioni del sistema, e dovresti decisamente tenerle molto sott’ occhio. Ma la mentalità di ingannare e mentire che rendono governo-media-corporazioni delle entità così oppressive appartiene anche ai “comuni” cittadini, gli stessi cittadini che ti incoraggiano a combattere.

Di solito, la differenza principale tra molti cittadini e i politici è che il politici sono lassù, in posizioni di potere, solo perché sono più astuti. Ma per il resto, quei cittadini ingannano e mentono alla stessa maniera, solo in scala ridotta. Quindi ti applaudono se combatti per loro -sono felici, certo, se li aiuti a non essere più sfruttati- ma essi stessi non sono poi così disponibili a diventare virtuosi. Sei sicuro che ti vuoi sacrificare per loro?

E ultimo significativo svantaggio: se ti organizzi per provare a buttare giù il sistema, se aderisci a un partito politico o a qualche altra struttura, guadagni dimensioni. Se diventi grande, sarà più facile per il sistema notarti, e quindi si difenderà, e ti attaccherà di rimando.

Non nego che vittorie importanti possono essere raggiunte in questa maniera. Ma vedo una sproporzione tra queste vittorie e l’enorme ammontare di risorse (tempo/energia) che combattere il sistema ti richiede. Questa sproporzione, per me, non assomiglia molto alla libertà.

3. Unirsi al sistema

Se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro.” dice un vecchio proverbio. È indiscutibile che unendoti al sistema, anche se solo ai livelli più bassi, metti te stesso in una posizione di favore.

Puoi ottenere un lavoro in una di quelle istituzioni che producono poco o nessun valore per la società, e guadagnarti da vivere predando quelli che il valore lo producono. Per esempio, nei miei precedenti articoli ho spiegato che considero gli stabilimenti politico e bancario dei grandi circhi che consumanto enormi quantità di risorse e producono quasi niente.

Puoi entrare in questi stabilimenti e, senza necessariamente dover raggiungere la cima delle loro gerarchie, godrai benefici che i lavoratori che hanno mansioni simili, ma in settori differenti, non avranno mai.

Per quanto mi costa ammetterlo, questo approccio funziona nel darti notevoli vantaggi. In generale, ci sono più soldi da fare. Più riconoscimenti. Più stabilità finanziaria.

Ma non posso evitare di sterzare nella filosofia qui, con una prospettiva personale. Per me, scegliere di essere parte del sistema è, se non “immorale” (una parola che non mi piace usare perché capisco che per ogni persona la moralità è differente), piuttosto deprimente. Non sceglierei questa soluzione perché mi piace lavorare per creare qualcosa di utile e bello per me e anche per le altre persone, piuttosto che solamente parassitare quello che gli altri producono.

Considera anche due importanti e più pratici “contro” di questa scelta. Lavorare come parte del sistema, ad esempio svolgendo un lavoro improduttivo per il governo, qualche media mainstream, o una corporazione bancaria, significa lavorare attivamente alla causa di questi produttori di problemi. E i problemi affliggeranno qualcuno di certo, prima o poi. Se non sarà questa generazione, saranno le prossime.

Anche se non te ne importa delle prossime generazioni, c’è un’ altra ragione per cui non raccomando unirsi al sistema come un buon modo di raggiungere la libertà: non ti pone in una posizione indipendente. Dipendi sempre da quella parte della popolazione che produce (beni e servizi concreti).

E poi, naturalmente, c’è una parte della popolazione che non potrai mai raggiungere nella tua missione parassitica, perché è molto elusiva. Sono quelli che scelgono di fare alla seguente maniera.

4. Uscire dal sistema

Sarai in grado di liberare te stesso se agisci individualmente, come un pesce piccolo e veloce.

uscire-dal-sistemaI pesci che adottano la reazione 1 (lamentarsi) resteranno nella rete per sempre, senza nemmeno provare a sfuggire dalla trappola.

I pesci che adottano la reazione 2 (combattere) sono pesci che provano a convincere gli altri pesci a spingere contro la rete, per distruggerla. Ma aggregandosi diventano come pesci grandi e lenti, che la rete tiene intrappolati anche più strettamente.

I pesci che adottano la reazione 3 (unirsi) stanno lavorando per i pescatori. Hanno bisogno di cercare prede, continuamente. A breve termine hanno alcuni benefici, ma a lungo termine essi, o le loro generazioni successive, soffriranno per i danni causati al mare.

I pesci che adottano la reazione 4 (uscire) sono una netta minoranza, agiscono individualmente, prendono il tracciato meno battuto, e sono quelli con le più alte percentuali di successo nel raggiungere la libertà.

Come uscire dal sistema

Sii piccolo e veloce. Sfrutta queste caratteristiche. Preoccupati di liberare te spesso prima. Non organizzarti ed evita di confrontare il sistema apertamente. Come primo passo, comincia col riconoscere gli errori che le altre persone stanno facendo.

Questo è importante, perché quei primi tre comportamenti che ho descritto sopra sono così diffusi, così tanta gente li adotta in reazione al sistema, che devi fare uno sforzo per realizzare che -non conta quante persone reagiscano in quei modi- non sono le strategie più intelligenti.

Il prossimo passo, devi realizzare che la cosa più valevole che puoi offrire, come persona, è il tuo lavoro. Quello che fai con il tuo tempo. E il tuo lavoro è quello che il sistema desidera veramente. Non sono i soldi: i capi del sistema sanno che i soldi, alla fine, sono solo un costrutto mentale. Loro vogliono i beni e i servizi che produci lavorando decine di ore a settimana in lavori noiosi, stressanti, duri, che vengono tassati pesantemente. Loro non voglio fare questi lavori, preferiscono che li faccia tu, e che tu metta sul mercato i beni/servizi risultanti in cambio di pochi pezzi di carta (che loro producono e controllano).

Molte persone glielo lasciano fare, ma tu puoi fare scelte diverse.

Viene spesso detto che in molti lavori impiegatizi paghi così tante tasse che finisci a lavorare 5-6 mesi all’ anno solo per nutrire il governo (che nutrirà, in cascata, i suoi alleati media e corporazioni), e solo il resto dell’ anno per te stesso. Non so se le proporzioni sono così cattive, ma mi sembrano vicine alla realtà. E io penso che sia troppo.

Non sei costretto a essere sfruttato in questa maniera. Apri gli occhi e vedrai alternative che usualmente la massa è troppo cieca per vedere. Puoi scegliere un lavoro che è tassato meno, specialmente di tipo imprenditoriale. Puoi generare reddito attraverso flussi passivi. Puoi trasferirti in un paese differente con istituzioni meno abusatrici.

Se lasci un lavoro che non ti piace, un lavoro che è pesantemente tassato da un governo che non fornisce alcun valore decente in cambio, ci sono degli effetti molto positivi.

Sottrai immediatamente una risorsa al sistema. Questo è davvero il danno più grande che puoi fargli, anche più che combattendolo attraverso l’azione politica. La linfa del sistema è il lavoro che i cittadini gli offrono. È il flusso di impiegati che si svegliano ogni mattina, bevono il caffè, si affrettano fuori di casa, si incolonnano nel traffico, e passano 8 ore al giorno producendo beni/servizi che verranno messi sul mercato per appena qualche pezzo di carta.

Ma cosa succederebbe se più e più persone abbandonassero questa routine, fino a raggiungere una massa critica? Il sistema collasserebbe per la fame. Questo non succederà presto probabilmente, ma distaccando te stesso da questo modello dai il tuo contributo in questa direzione. Nel frattempo, rimani concentrato sulla tua situazione personale.

Riconosci che quello che fai con il tuo tempo, il tuo “lavoro”, è un tesoro. Assicurati che questo tesoro consista in un’ attività creativa, che ti piace svolgere, che ti appaga, che produce valore concreto per i tuoi clienti. E assicurati di essere tu il principale beneficiario di questa attività, non i politici pigri o i banchieri che stampano rettangoli di carta.

Ricorda che non tutti i lavori sono tassati allo stesso livello: scegli quelli in cui il carico fiscale è più leggero allora. E se la situazione davvero diventa troppo oppressiva nel tuo paese, se è troppo difficile evitare di lavorare molti mesi l’anno per il sistema, allora vai a lavorare in un altro paese che ti permetta di prosperare. Vota con i tuoi piedi.

Agisci da solo, adesso, senza aspettare che gli altri si sveglino. Se cerchi di liberare tutti gli altri insieme a te, indiscriminatamente, diventerai grande e lento come le istituzioni da cui stai cercando di liberarti. Perderai il vantaggio di essere un pesce piccolo e veloce.

Non è un comportamento troppo egoistico?

Io penso che sia esattamente il contrario.

Non tutti quelli che vengono sfruttati dal sistema sono pronti per uscirne, e nuotare verso la libertà. Gran parte delle persone non lo vedono nemmeno il sistema, ne sentono solo il dolore. E tra quelli che lo vedono, molti insistono ad adottare le reazioni 1, 2 e 3.

Ma c’è una quantità di persone pronte per un passo successivo, che sono pronte per la libertà. Indica loro la strada, mostra loro come fai tu. Dare un esempio ispiratorio è decisamente la cosa più generosa che puoi fare!


Note: Per questo articolo sono stato ispirato dall’esperienza in Italia del “movimento cinque stelle”, il film the Matrix, l’ allegoria della caverna di Platone, e al solito dalle bellissime idee di Loren Howe e Harry Browne.

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